Imminente il vertice tra il dt e lo spagnolo che sarà il nuovo allenatore dei campioni d’Italia e d’Europa.
Storia calciomercato
PROFESSIONISMO. Clamoroso, nel 1923, il «caso Rosetta», terzino della
Pro Vercelli. Il presidente avv. Bozzinigli scrive una lettera per
concedergli lo svincolo gratuito. La Juventus, tramite l’avv. Peccei,
viene a conoscenza dell’episodio e punta su «Viri» per completare con
Combi e Caligaris un trio storico. Gli offre l’impiego, contabile
presso la ditta Simone-Marsan, con lo stesso stipendio che guadagna da
ragioniere a Vercelli: 1050 lire. Vi aggiunge tutte le spese di
soggiorno e la prospettiva di ricchi premi. L’avv. Bozzini, presidente
anche della federazione oltre che della «Pro» avalla il trasferimento.
La Juventus domina, vincendo le prime sette partite; e scoppia la
rivolta. Il Genoa racimola deleghe di società, riesce a far convocare
un’assemblea straordinaria della federazione e fa invalidare il
trasferimento di Rosetta alla Juventus, cui viene inflitta la
penalizzazione di sei punti. L’intero consiglio federale si dimette, la
Juventus si ritira dal campionato. Un anno più tardi il geom. Monateri
versa 45 mila lire alla Pro Vercelli per risolvere il caso e definire
il trasferimento del terzino. A Rosetta viene corrisposto uno stipendio
di seimila lire al mese, cifra da capogiro. E queste 45mila lire pagate
per un calciatore rappresentano la svolta nella storia del calcio
italiano: il passaggio dal dilettantismo al professionismo.
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