Il fantasista del Bayern Monaco, che salterà la finalissima di Champions contro l’Inter per squalifica, dà adito alle voci su una sua possibile partenza alla volta della Spagna, rivelando una preferenza per i blaugrana: «Mi piacerebbe giocare con Xavi»
Storia calciomercato
ALLODI. Il calcio-mercato diventa il fenomeno dei tempi. A Milano
confluiscono sempre più operatori, consiglieri, accompagnatori,
curiosi. Il «Gallia» diventa il polo dell’attenzione estiva.
All’orizzonte spunta Italo Allodi; dal Mantova all’Inter, dalla
provincia alla corte di Moratti che fa grande la squadra nerazzurra.
Allodi riassume le doti di Viani e il fiuto di Mazza. In breve li
supera. Nel 1961 porta a Milano lo spagnolo Suarez: 280 milioni, nuovo
record per un giocatore. La dimensione aumenta, è ormai un fatto di
costume. Si entra nella vera epoca manageriale, precorsa da Viani,
perfezionata da Allodi. I presidenti di società cambiano, uno degli
ultimi mecenati resta il conte Marini Dettina presidente della Roma, il
quale vuole assumere Mazza (gli offre 50 milioni l’anno) perché diventi
general-manager della società giallorossa; e per acquistare giocatori —
non sempre valgono sul campo quanto gli costano — deve sacrificare
alcuni capolavori di Tintoretto o Tiepolo intaccando il patrimonio di
famiglia.


